Chiesa di Santa Margherita dei Gesuiti
Lavori di consolidamento e restauro
COMMITTENTE: Ministero per i Beni Culturali e le attività Culturali
PROGETTO: Lavori di consolidamento e restauro
LUOGO: L’Aquila




















La Chiesa di Santa Margherita dei Gesuiti, edificata a partire dal 1636 su progetto dell’architetto Agatio Stoia, costituisce uno dei più significativi esempi di architettura religiosa seicentesca a L’Aquila. Collegata originariamente al Collegio dei Gesuiti, subì variazioni in corso d’opera dovute a vincoli economici e urbanistici, che portarono alla rinuncia del transetto, della cupola e del rivestimento della facciata, oggi ancora caratterizzata da un’elegante incompiutezza. L’interno, ad aula unica, è coperto da una volta a botte lunettata e scandito da sei cappelle laterali ornate da marmi policromi, stucchi e importanti apparati decorativi. Il campanile, impostato su pianta quadrata, si distingue per la presenza delle aperture serliane alla sommità.
Il sisma del 6 aprile 2009 ha provocato danni diffusi all’intero complesso: lesioni alla volta principale, instabilità della facciata, compromissione dei setti murari, gravi dissesti nel campanile, oltre a distacchi e crolli negli apparati decorativi. Ė in questo contesto che DIPE Costruzioni è intervenuta con un progetto articolato e integrato, capace di coniugare tecniche tradizionali di restauro con sistemi avanzati di miglioramento sismico.
Consolidamento strutturale e miglioramento sismico
Il progetto preso avvio da un’analisi approfondita dei meccanismi di collasso attivati dal sisma.
Ne è derivato un programma organico di consolidamento che ha interessato l’intero organismo edilizio:
- Collegamenti longitudinali con nuove catene in acciaio inox poste all’imposta della volta per solidarizzare facciata, navata e area absidale.
- Rinforzo delle volte con:
- ricostruzione della porzione crollata mediante murature a regola d’arte e tecnica “scuci e cuci”;
- applicazione estradossale di fasce in tessuto d’acciaio UHTSS impregnate con malta di calce;
- integrazione con nastri in fibra di carbonio nelle zone critiche.
- Catene “in galleria” nei setti laterali delle cappelle, installate con perforazioni profonde e iniezioni a bassa pressione per contrastare i cinematismi di ribaltamento.
- Interventi in copertura, tra cui:
- realizzazione di telai antiribaltamento in acciaio su timpano di facciata e abside;
- rinforzo delle capriate storiche con legno di castagno e fazzoletti metallici;
- nuovo cordolo in acciaio in sommità;
- rifacimento completo delle coperture delle cappelle laterali secondo la tecnica tradizionale “abruzzese”.
- Consolidamento murario tramite iniezioni diffuse, posa di diatoni in acciaio e scuci e cuci localizzati.
- Stabilizzazione del campanile, con nuovo tetto in legno-armato, cordolo in muratura armata, fasciature metalliche e consolidamento della cella campanaria.
Il Restauro degli apparati decorativi ha visto DIPE costruzioni impegnata su:
Stucchi e decorazioni plastiche
- Preconsolidamento delle zone decoese con microiniezioni di malte compatibili o resine acriliche in emulsione.
- Fissaggio degli strati superficiali e ricomposizione delle aree in fase di distacco.
- Ricostruzione plastica delle lacune mediante malte modellabili a base calce additivate con inerti calibrati, replicando le texture e i motivi originali.
- Restauro delle dorature con pulitura selettiva, reintegrazione a missione e applicazione di foglia d’oro.
- Trattamenti protettivi finali con cere microcristalline traspiranti.
Dipinti murali e superfici affrescate
- Mappatura del degrado (sollevamenti, efflorescenze saline, microfratture, abrasioni).
- Fissaggio della pellicola pittorica tramite applicazione a pennello o siringa di consolidanti a base calce o resine nanostrutturate.
- Consolidamento delle intonacature (intonaco di fondo e arriccio) tramite iniezioni controllate di miscele idrauliche compatibili.
- Stuccatura delle lacune con malte a granulometria controllata e cromia neutra.
- Reintegrazione cromatica secondo la metodologia del “rigatino” o a velatura, per garantire riconoscibilità e armonia visiva.
- Trattamento finale protettivo con vernici a base silossanica traspirante.
Elementi lapidei (marmi, altari, cornici, basamenti)
- Pulitura selettiva differenziata (impacchi di carbonato d’ammonio, acqua nebulizzata, micro-sabbiatura controllata).
- Rimozione delle croste nere e delle concrezioni mediante impacchi a base sepiolite.
- Consolidamento interno con silicato di etile e microiniezioni di nanocalci.
- Stuccatura e integrazione delle lacune con malte a base calce e polveri di marmo.
- Ricollocazione degli elementi instabili con perni in acciaio inox non invasivi.
Intonaci e superfici architettoniche
- Rimozione delle parti incoerenti e pulitura delle superfici con metodi a bassa pressione.
- Ristilatura profonda dei giunti con malte idrauliche a base calce.
- Ricostruzione delle lacune con intonaci compatibili (calce aerea e sabbie locali).
- Velature a calce naturale per uniformare la cromia.
- Applicazione di protettivo traspirante per aumentare la durabilità
Grazie a un approccio integrato, storico, strutturale e conservativo, DIPE Costruzioni ha restituito alla città un edificio restaurato e pienamente fruibile, preservando l’identità seicentesca della chiesa e garantendone la durabilità nel tempo.
Lo sviluppo delle lavorazioni è stato coerente con il progetto generale di ricostruzione post-sisma, rispettando materiali, tecniche e compatibilità richieste da un bene monumentale di alto valore.

